Gotico – 22 marzo (Inkuarantena)

gotico
https://www.viator.com/it-IT/tours/Paris/Skip-the-Line-Basilica-Cathedral-of-Saint-Denis/d479-37736P9

Gotico è una delle parole che danno il titolo ad un racconto che ho scritto il 22 marzo 2020.

Ne ho stilati diversi in quel periodo, prendendo spunto da un esercizio di disegno di un noto youtuber, che aveva assegnato una parola per ogni giorno di quarantena (14 giorni, inizialmente) dalla quale ognuno dei suoi follower (compreso lui stesso) avrebbe ricavato un disegno. Un esercizio chiamato Inkuarantena e che io, sapendo disegnare al massimo l’omino del gioco dell’impiccato, ho trasportato nel mio campo, la scrittura.

Ho parlato di questo esercizio, Inkuarantena, in un mio articolo di presentazione

Ho pubblicato altri 4 racconti nel mio blog. Si sta formando, pian piano, una raccolta…

Si possono leggere direttamente sul sito e si possono scaricare anche in pdf, così da leggere anche offline. Chi si iscrive alla mia newsletter può ricevere, a richiesta, i file dei racconti anche in altri formati (mobi, epub, etc)

Eccoli, in ordine di pubblicazione:

La scelta della foto

La basilica/abbazia di San Denis a Parigi è di stile gotico. Mi sono documentato un pochino prima di scrivere questo racconto, anche perché, pensando di collegare la pandemia”(intenzionalmente ho utilizzato il grassetto, il corsivo e le virgolette per questa parola) e la parola gotico, diventava difficile creare un testo. La foto ritrae la protagonista della storia.

Per me la scelta di utilizzare queste parole per parlare del periodo particolare a cui siamo stati assoggettati è stata scontata e dovuta. L’unico modo che avevo per scaricare alcune delle mie frustrazioni e immaginare il futuro prossimo, con il mio Coriaceo pessimismo.

Inventare storie è per me vitale, come respirare, come camminare di notte in strada, come scegliere cosa fare del mio corpo.

In questo esercizio ho compreso anche che scrivere diventa una necessità di raccontare il mio punto di vista sul mondo in cui viviamo, come se avessi un obbligo morale nei confronti di chi mi legge e leggerà. Non posso rimanere in silenzio o parlare d’altro ora come ora. Sento che è un mio dovere sebbene non mi caghi nessuno. Devo rispondere alla mia coscienza. Far finta di niente romperebbe il patto silenzioso con il mio Io, distruggerebbe inesorabilmente me stesso. Lo devo fare a tutti i costi, qualunque siano le conseguenze.

Parliamo un attimo di Gotico

Poco più di 13000 caratteri spazi inclusi. Due sessioni di scrittura da 1000 parole. 6 pagine di word e 6 di PDF (nella 7° pagina ci sono due righe). Pochi minuti di lettura. 7 cartelle e poco più.

Ricordo che questi racconti sono un esercizio di scrittura e come tali devono essere interpretati. Forse conta di più il significato che la forma ma questo è a vostro appannaggio.

Rispetto agli altri racconti che ho già pubblicato, Gotico l’ho sistemato più volte, anche ultimamente. Volevo pubblicarlo già tempo fa ma non ero sicuro, c’era qualcosa che non mi quadrava

Adesso va bene, sono pronto a mostrarlo, sono pronto a prendermi i rischi. Chi vuol capire capisca.

Gotico parla della Basilica di Saint Denis e del modo in cui venne usata durante la famosissima pandemia che ha causato la morte di metà della popolazione mondiale per colpa di un virus incurabile che infettava tutti e che colpiva il cervello.

Aspetta, quello è Contagion (2011). Questione di semantica.

Basilica di Saint-Denis - Interno

Prima di chiudere voglio lasciare un paio di parole nell'aria.

Cremazione

Cito un paio di frasi:

“…Attualmente è il rito funebre dominante presso numerose popolazioni di diversi continenti e in modo particolare in INDIA…”

Giusto per ricordare alcune fuorvianti informazioni degli ultimi mesi.

Un altro estratto:

“…In Italia la cremazione è ancora considerata una pratica straordinaria, per la quale occorrono un certificato di morte che escluda sospetto di reato e un documento dimostrante la volontà del defunto di essere cremato…”

La differenza tra Virus e Batteri

Devo, per forza di cosa, specificare questa differenza.

Ho cercato -differenza tra virus e batteri- e la ricerca mi ha consigliato un’aggiunta -spiegata ai bambini-. Io ho letto le prime 4 voci, tra cui c’era anche un articolo del 2018 nel sito www.issalute.it e cioè il sito ufficiale dell’Istituto Superiore di Sanità. Ecco il link

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/b/batteri-e-virus

Dicono tutti la stessa cosa.

  • I virus non possono riprodursi al di fuori del corpo e anzi il corpo stesso che li aiuta a sopravvivere.
  • I batteri (non tutti poiché il nostro corpo convive con i batteri che servono per determinate funzionalità) riescono a sopravvivere quando il corpo muore.

Questa credo sia una lezione basica di quinta elementare (ma sicuramente viene spiegata anche prima) e poi riprese nelle scuole medie e poi negli istituti superiori (quasi tutti, a seconda dell’indirizzo).

Le conclusioni le lascio a voi.

Buona lettura

Potete scaricare il racconto "Gotico" gratuitamente. Per gli iscritti alla newsletter posso inviare il racconto, su richiesta, nel formato mobi ed epub.

Gotico

La basilica di Saint-Denis era ancora lì in piedi e intatta. Né la rivoluzione francese né la seconda guerra mondiale aveva intaccato la sua maestosità e la sua storia. Neanche il virus, che da un anno stava impazzando per tutto il mondo avrebbe intaccato questa grande basilica, con un stile gotico ben marcato.
I parigini, i francesi e tutti i turisti che l’avevano vista e visitata non sapevano granché dello stile gotico. Tutti però sapevano che era molto antica.

Era stata prima ampliata, poi modificata e restaurata nel corso del tempo. Sapevano inoltre che per secoli era stata sepolcro di innumerevoli re, regine, papi e molte altre figure di spicco.

Da sei mesi nessuna la visitava più. Non c’era nessuno che potesse vederla se non le persone che ci abitavano vicino o che la scorgevano, da lontano, dal balcone o la finestra di casa. I viaggi era stati banditi, sia negli stessi territori nazionali, che anche tra i paesi del mondo. C’erano alcuni che vedevano le foto su internet ammirandola come un colossale blocco di pietra lontana e antica. Ma niente di più.

Il mondo era interessato solo alla nuda vita e il virus aveva intaccato la fiducia nelle persone, che preferivano restarsene a casa a farsi comandare dai proprio governi, fiduciosi, un giorno, di poter di nuovo muoversi, correre, respirare, come un tempo e perché no, visitare di nuovo quella gigantesca struttura gotica.

Come molte chiese sparse del mondo, di stile gotico o non, grandi o piccole, in centro città o in periferia, consacrate o sconsacrate, Saint-Denis era diventata un inutile luogo.

Nessuno si preoccupava del prossimo, figurarsi delle chiese!
Il virus aveva intaccato forse l’unica cosa che ancora le religioni elargivano: la riunione di persone.

In realtà gli uomini, anche i più miscredenti, nella disperazione della quarantena forzata, come un vero arresto domiciliare, si erano infine gettate nelle fauci delle ideologie religiose, sperando che la preghiera, ultimo baluardo per la salute mentale, potesse alleviare, anche solo per qualche ora, la depressione morale che il virus aveva attaccato.

Nessuno si immaginava, anche perché non uscendo di casa era impossibile anche solo prevederlo senza qualcuno che mettesse al corrente tali avvenimenti, che invece posti come la basilica di Saint-Denis era diventati fulcri di quel particolare momento storico, dove i medici e i virologi avevano preso il posto dei governanti che forse, per paura e per incompetenza, ma in realtà per uno scopo ben mirato, continuava a prendere decisioni in base ai primi, continuando a stringere forte quel lazzo, che prima era molto lento e che adesso quasi stritolava l’intera umanità.

Chi poteva immaginare che le chiese, con il benestare del Papa e delle più alte figure delle altre sfere religiose, avessero dato il loro consenso a quello che per chiunque sarebbe stato pazzia e per i credenti blasfemia.

Per la gente che ancora stava a casa, pensando di essere al sicuro, chiese come Saint-Denis erano colossi religiosi di stile gotico abbandonate a sé stesse. Non importava a nessuno di indagare sulla parola gotico, figurarsi del resto. La nuda vita. Era solo quello che contava, a costo della vita stessa.

A Parigi, come a Roma, Berlino, Londra, Zurigo, Barcellona e in tutte le città d’Europa, ma anche del mondo, dove però le chiese antiche, in stile gotico, erano assai meno frequenti o assenti, come del resto tutto il continente americano, le chiese c’erano e quindi esistevano.

Tutto il quartiere di Saint-Denis fu il primo ad essere liberato dalla polizia prima e dai militari poi. Nessuno doveva vedere. Nessuno doveva anche provare a capire. I cittadini dovevano rimanere all’oscuro.
Quando tutto il vicinato fu sgombrato, dopo mesi che il virus continuava a mietere vittime che però non venivano né mostrate, né documentate né tanto meno identificate, il piano ebbe inizio.
All’inizio venivano semplicemente portati i corpi nella basilica di Saint-Denis che divenne così il centro nevralgico francese.

I cadaveri venivano portati all’interno da furgoni della polizia e autocarri militari. In principio le forze dell’ordine adagiavano sul pavimento di legno lucido i corpi senza vita con delicatezza e rispetto.

Ma ben presto la mole di lavoro iniziò a duplicarsi, triplicarsi, tanto che i cadaveri iniziarono ad ammassarsi e le stesse forze dell’ordine, oberate di lavoro, iniziarono ad ammucchiare le salme avvolte in enormi sacchi di plastica neri uno sopra all’altra senza troppi scrupoli.
Saint-Denis in poco più di un mese fu piena di corpi. Allo stesso tempo però le persone cessarono di morire perché il virus si era fermato, così di colpo.

Nel frattempo nel resto Francia, così come tutto il mondo, altre chiese erano state liberate sia dal clero che da occhi indiscreti, come avevano fatto per Saint-Denis, che era stata presa dal governo francese e dai governi di tutto il mondo come "esempio da seguire".

Prima della seconda fase, che sarebbe stata ancora più devastante, si sarebbero dovute liberare le chiese dalla grande quantità di cadaveri senza nome e senza famiglia. La gente annusava qualcosa di sbagliato e quando una persona amata, che aveva contratto il virus, veniva portata via, sapevano che non l’avrebbero mai più rivista. Ma la paura di perdere la nuda vita era più importante di qualsiasi altra cosa, anche delle persone amate.
I mezzi militari portarono a Saint-Denis un grande forno crematorio costruito appositamente per la situazione.

Come sempre la basilica parigina in stile gotico, la precorritrice di quello stile per le chiese che si costruirono in seguito, sarebbe stata la prova generale.

Nessuno vide niente perché i quartieri erano stati liberati da occhi impiccioni. Le televisioni dicevano quello che il governo voleva che dicesse e internet era una accozzaglia di informazioni frammentarie di persone che cercavano semplicemente di vederci chiaro ponendosi delle giuste e sacrosante domande, intercalate dalla propaganda governativa che si appoggiava ai canali più popolari per diffondere il nuovo verbo. La maggior parte delle popolazioni mondiale non voleva vederci chiaro, voleva tornare alla vita senza avere più paura e pensava che seguire le disposizioni governative sarebbe stato più semplice e più veloce.

Poco tempo dopo i governi oscurarono in parte internet, giusto per non rischiare che quelle “poche” persone dal pensiero alternativo infettassero tutte le altre, censurando anche quei pochi che cercavano risposte facendo domande. Nuove regole in un luogo intangibile ancora privo dei diritti essenziali.

Una volta montato il nuovo forno che chiamarono Rainbow 1, i corpi vennero in breve tempo bruciati e le ceneri vennero portate via dagli stessi mezzi militari in luoghi misteriosi. La basilica fu infine pulita, arieggiata, disinfettata. Vennero tolte le panche e tutte il mobilio non utile al prossimo utilizzo della chiesa. Il tutto venne gettato tra le fauci del Rainbow 1.

L’unica prova dell’esistenza del capostipite dei forni crematori più grande mai costruito era una sottile linea di fumo nero che si librava nel cielo sempre più azzurro.

Chi lo riusciva a scorgere dalla propria abitazione non poteva scoprirne la provenienza e di certo non avrebbero indagato. La fase due iniziò con una rapidità estrema. Già il cibo veniva, da mesi, consegnato a domicilio a spese dello stato.

Fu semplice inserire negli alimenti patogeni di un virus più potente. Iniziarono dagli intellettuali più scomodi, filosofi, giuristi, virologi, patologi, giornalisti che già da tempo si erano schierati contro il governo francese. Poi passarono a tutte le altre persone che pensavano che tutto quello che era stato fatto per salvare la nuda vita, non era adeguato alla democrazia e alla libertà, fino a quelle persone che, anche solo per sbaglio, avevano messo un like su una pagina, un articolo, un video, che andava contro al sistema.

Scrittori, opinionisti, cantautori fermi da un po’, liberi pensatori, operai, medici con altre vedute e diversi ragazzini, tra le tante categorie di persone.

Nessuno venne risparmiato eccetto per chi avesse accettato la nuova vita con tutto il pacchetto e avesse sparso il nuovo verbo per tutto il mondo, in cambio di una cospicua retribuzione o in cambio delle fede in una religione senza spiritualità.
Tutte queste persone vennero prelevate, non senza opposizioni di qualunque tipo e invece che trasferite negli ospedali vennero trasferite alla basilica di Saint-Denis.
La chiesa era diventata, nel frattempo, una gigantesca struttura medica, pari ad un ospedale. L’unica differenza e che a Saint-Denis le persone non venivano curate.

In poco tempo gli esseri umani tornarono a morire e le loro salme vennero portate prontamente al Rainbow1 che dopo qualche settimana di inoperosità, aveva ripreso a lavorare a pieno regime.

La fase due fu un completo successo e l’esempio da seguire divenne protocollo. Rainbow 1 diventò un servitore fedele e vennero creati Rainbow 2, Rainbow 3 e via di seguito. Altre chiese vennero adibite per lo stesso scopo, il medesimo di Saint-Denis, la basilica dallo stile gotico.
La pulizia fu infine terminata. Le chiese vennero “smontate” e Rainbow 1, come tutti gli altri forni, venne smantellato e fatto sparire.

Erano passati quattordici mesi dalla comparsa del virus. Quattordici mesi di quarantena coatta.

L’unione europea, America, Canada e il Sud America, l’Asia, la Russia, l’Africa, l’Australia, Antartide e Groenlandia e tutte le isole possibili e immaginabili sparse nel globo, all’unisono, dichiararono la fine della pandemia. Le persone di tutto il mondo potevano uscire dalle proprie abitazioni e recuperare il tempo perduto. Anche il solo fatto di passeggiare era per loro una vittoria e non importava che il microchip impiantato sotto pelle, controllasse i loro spostamenti, le loro risorse economiche, la loro salute, le loro stesse idee, li tenesse letteralmente al guinzaglio.

La propaganda sul senso civico fu un completo successo. La gente era felice di essere controllata.

Che mi importa! Sono di nuovo libero di lavorare!

Che vuoi che sia. Sono libero di viaggiare!

Tanto sanno già tutto di me. Adesso sono di nuovo libero di andare al ristorante.

La nuda vita era stata salvata ed era tutto merito dei governi, dei militari, dei medici e virologi, della televisione e soprattutto delle organizzazioni sovranazionali “no-profit”.

Chi riusciva a pensare era stato cancellato e in quel nuovo mondo persone così non servivano più.

Le poche proteste che la popolazione mondiale ebbe fu per i propri morti. Ma la risposta del potere fu sufficiente a placare gli animi e non fu una bugia, o meglio, fu quasi un verità.

“Abbiamo dovuto cremare i cadaveri perché il virus continuava a progredire anche dopo la morte” questo fu la spiegazione lanciata da qualsiasi piattaforma comunicativa. Le persone, che avevano avuta salva la loro preziosa vita, credettero.
Perché avrebbero dovuto dubitarne?
Passò un altro anno.

La vita aveva ripreso con vigore la propria strada. C’era benessere per tutti perché la popolazione mondiale era stata dimezzata. Tutti erano apparentemente felici. Nonostante ciò le persone non poterono dimenticare i loro morti. Il mondo si era rialzato grazie al loro inconsapevole sacrificio.

Lo stato francese, così come tutti gli stati del mondo, che adesso si erano uniti in una lega mondiale, chiamata, Stati Uniti del Mondo, ebbero una grande idea.

Le chiese, le basiliche, le cattedrali e tutte le altre chiese non cattoliche, vennero riqualificate come mete di pellegrinaggio. Se un essere umano voleva pregare per i propri cari defunti, era quelli i posti in cui doveva andare. Un cimitero senza bare, invisibile fabbrica di danaro.
In fondo, come gli Stati Uniti del Mondo ammisero, erano stati proprio quei luoghi il fulcro decisivo di tutta la pandemia. Senza quell’operazione non ci sarebbe stata salvezza per l’umanità. In fondo non era una bugia.

Una nuova religione tornò in auge come non mai nella storia dell’uomo e le chiese, come Saint-Denis, venivano visitate in continuazione dagli uomini che pregavano i propri cari scomparsi e nelle generazioni successive, pregavano di non dover rivivere una periodo storico affine

L’uomo così si illuse di essere tornato alla normalità, di essere di nuovo libero, di sentirsi a tutti gli effetti un essere umano quando di umano gli era rimasto ben poco. Il nuovo credo, il nuovo cappio, qualche momento di blackout mentale, alcol, alcol, alcol, droghe sofisticate come il porno, la coca, Netflix, Amazon e tutta l’umanità a lavorare per 6 aziende globali e per lo Stato.

Nessuno possedeva niente e loro stessi inculcavano ai loro figli, quando la fortuna elargiva quel dono, a credere a tutto questo, come fede incontrollabile, come un dio fisico, con al primo posto la salvezza per la nuda vita.

Durante la rivoluzione francese il popolo entrò nella basilica di Saint-Denis, profanando le tombe di vecchi re, regine, papi. I corpi vennero gettati in fosse comune. Da quel momento nessuno altro venne seppellito lì dentro.
La storia porta con se una certa ironia. A volte sembra un gatto che si morde la coda o un enorme cerchio che si percorre all’infinito.
La chiesa di Saint-Denis, con quello stile gotico che non interessa a nessuno, adesso è tornata ad essere quello che era stata fino alla prima e forse ultima rivoluzione vera e propria perpetrata dall’essere umano.

Un sepolcro, sempre in stile gotico.

fine

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