Manuale delle risposte

manuale delle risposte

Manuale delle risposte? Che razza di titolo è cosa diavolo significa?

Un po’ generico, lo ammetto, ma vedrete che alla fine dell’articolo tutto avrà senso.

Da quando ho memoria riempio quaderni. Ho avuto un intermezzo di agende, agendine, libricini, taccuini, ma ho sempre avuto con me, in tutti i miei viaggi, in quasi tutti i momenti, un pezzo di carta su cui appuntare un’idea, un promemoria, una frase, un fotogramma della mia vita, una parola.

Per me, tutti questi fogli, uniti in quaderni e agende, sono diventati il mio personale manuale delle risposte.

Visto? Vi ho dato già la risposta senza dover aspettare la mia interminabile sequenza di parole!

Perché si scrive un appunto sopra di un foglio?

Tra i vari significati di questa versatile parola c’è anche questo:

Ma un appunto non deve essere per forza un promemoria pratico ma può essere di tutto, anche qualcosa che sente la necessità di uscire da te, anche solo per un momento. Se riusciamo ad immaginare quella frase insieme ad altre mille frasi ci potremmo illuminare d’immenso e vedere il nostro manuale delle risposte.

Da quando avevo iniziato a raccontare storie, avevo preso l’abitudine di appuntare idee, parole, citazioni. Le buttavo giù su dei post-it che piazzavo davanti alla faccia, ponendoli su una bacheca di sughero davanti alla scrivania. Le volevo vedere ogni volta, ogni secondo.

Pensavo che a forza di vedere quei miei appunti sarei riuscito a trovare quello che mi serviva per una nuova storia, un nuovo personaggio. La bacheca si riempì in un paio di giorni. I post-it che non entravano in vetrina iniziavano ad accumularsi uno sull’altro sul tavolo. Iniziai ad evitare di scriverli. Se non li potevo più vedere davanti ai miei occhi tutti i giorni a cosa servivano?

Poi ricordai il mio passato, fatto di mille mila quaderni e iniziai a pensare ad un modo per organizzare i miei appunti.
Ancora ci sto pensando.

Nel frattempo però non persi tempo. Creai uno stupido file di scrittura vuoto e iniziai ad appuntare lì quello che reputavo interessante, andando per prima cosa a recuperare i miei post-it abbandonati e riscrivendo quelli appesi in bacheca. Da cosa nasce cosa…

Ma cosa ci si deve appuntare?

Come sempre le regole, se così le vogliamo chiamare, sono a nostro appannaggio.

Avevo iniziato con delle mie frasi brevi che riassumevano un storia. Erano quelle che avevo appeso in bacheca.

La sopra, pian piano, si accumularono citazioni di libri, nuovi libri o autori da leggere, parole straniere (quasi tutte latine e greche), strutture particolari per delle narrazioni, ma anche dei miei piccoli mantra personali come per esempio:

GLI – maschile

LE – femminile

Un giorno mi regalarono un ebook reader. Un nuovo mondo mi si spalancò davanti. Aggiungere nuovi appunti al mio file diveniva ancora più facile ed immediato. Perché? Come?

In ogni reader si può sottolineare, come si può fare in un pdf, come si può sempre fare a matita su un libro.

La differenza tra sottolineare una frase in un libro o evidenziare un passo su un libro digitale è davvero abissale se consideriamo l’immediatezza del gesto. Per il libro devi avere sempre un matita con te e sarà molto difficile ritrovare il passo sottolineato se non poniamo un piccolo segnalibro o fare una pieghetta alla pagina in questione.

Con un libro digitale in un reader tutto si semplifica.

Le sottolineature si ritrovano con una semplicità inaudita. Premendo la parte superiore della pagina si apre una tendina. Oltre al segnalibro vero e proprio c’è anche la dicitura “note” la quale ti elenca tutte le tue sottolineature.

Ma non finisce qui.

Tutte le sottolineature e i segnalibri vengono archiviati in un file chiamato, nel mio caso, i miei ritagli, dove oltre alla frase viene indicato il titolo del libro, l’ora e la data.

Ma ancora non finisce qui.

Per evitare di dover riscrivere a mano quella frase si può accedere all’interno del reader tramite il pc. Nei documenti dove sono presenti i libri ci sarà un file, un foglio di block notes nel mio caso (My clippings), e da dove si possono prendere le note e copiarle, come faccio io, nel mio file, il mio indice, il mio manuale delle risposte.

Non prendo il mio manuale e ci scrivo sopra, al momento, quello che penso o quello che ricordo. Sarebbe un diario in quel caso. Quando ho diverso materiale da inserire, che sia cartaceo o in digitale (tramite ebook reader) apro il file e copio i miei appunti, di qualsiasi genere. È anche un modo per ricordarsi quello che si appunta, per l’appunto, vedi il significato della parola.

Ed ecco a voi il manuale delle risposte.

Facciamo un esempio pratico. Vi mostro una pagina del mio manuale.
manuale delle risposte
  1. Concetto/parola con sua spiegazione
  2. Un mio appunto personale, un’idea, un’immagine
  3. Due parole
  4. Citazione di un libro
manuale delle risposte

Nell’ultima parte della pagina ho inserito, casualmente, quasi tutti passi tratti da libri e nel finale un titolo di un libro che vorrei leggere.

Come vedete c’è un po’ di tutto. Le citazioni sono diverse tra loro perché in alcuni casi le ho segnate perché mi è piaciuto il messaggio e in altre la forma.

Insomma vale tutto quello che vale per voi.

Però ancora non ho risposto esaustivamente alla domanda iniziale: Perché manuale delle risposte?

Per me è diventato un aiuto prezioso in quei momenti in cui non sono molto concentrato o sono estremamente distratto o confuso e non so cosa scrivere. Un luogo dove posso trovare risposte a domande che nemmeno sto cercando. Oltre ai miei preziosi appunti ci sono citazioni di libri. Se le ho sottolineate ci sarà un motivo, mi avranno fatto venire qualche idea.

Poi, con il tempo, questo file si è trasformato in qualcos’altro.

--Per chi scrive leggere è come bere l’acqua. Dalla lettura prendiamo tutto, senza esclusione di colpi, con cinismo e poca morale. A volte qualcosa ci piace solo perché ci piace. Altre volte ci vediamo nuovi input per scrivere in maniera diversa. Ma la maggior parte delle volte quello ci appuntiamo è solo il frutto del collegamento che leggendo abbiamo con quell’autore. Quello che lui dice è quello che pensiamo o quello che vorremmo pensare o quello che ci piacerebbe dire o fare.--

Rileggere quei “mantra” in momenti di smarrimento mi ha aiutato a ritrovare un punto fermo, un appiglio da dove poter riprendere la scalata.

Manuale delle risposte mi sembrava il nome più giusto. Li ci sono le mie risposte, seppur strane e mistiche, seppur prive di praticità. Sono una pacca sulla spalla, una parola che mi sprona, un buffetto affettuoso.

Roba mia, solo mia, che dico a me stesso quando non ne ho bisogno, ma che un giorno mi sarà assai utile.

Non sai mai quando qualcosa ti servirà. Qui non si parla di roba da far leggere ma di cose tue, insindacabili e inattaccabili. I propri consigli sono sempre i migliori.

P.S. il file sta diventando sempre più grande sia di peso che di lunghezza. Urgono nuove idee per ritrovare appunti specifici. Ho iniziato con un legenda a colori ma non mi soddisfa. Portare tutto su un file excel e creare categoria in modo da poter dividerli con facilità? Mi sembra un cosa da ossessivo compulsivo.

Però l’idea delle categorie non mi dispiace. Mi riservo ancora un periodo di tempo per pensarci bene.

Idee al riguardo?
Voi come organizzate i vostri pensieri? Siete romantici o pratici?
Un quaderno si può rovinare, un file, oggi come oggi, sembra più affidabile. Si possono fare vari back up. Siete d’accordo?
Siete più affini ad appuntarvi citazioni di libri o di autori/pensatori oppure preferite riportare nuove parole?
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