Un vampiro – un racconto di Luigi Capuana – Ad recensionem

Un vampiro e Fatale influsso, i primi racconti che aprono il genere fantastico in Italia.

Sul sito Lumsa.it si possono leggere gratuitamente i due racconti dello scrittore siciliano con un interessante saggio breve di Annamaria Loria dal titolo:
LUIGI CAPUANA: UN VAMPIRO
FRA RACCONTO FANTASTICO
E RACCONTO SPIRITICO

Il volumetto, le trame e le loro connessioni.

Il libricino, composto da due racconti (Un vampiro e Fatale influsso), è stato pubblicato nel 1907 per Voghera editore. Il primo dei due, Un vampiro, era stato già pubblicato su una rivista nel 1904 e Fatale influsso fu dedicato da Luigi Capuana all’amico e uomo di scienza Cesare Lombroso e inviatogli un anno prima, nel 1906.

…rivedendo le bozze di questo volumetto io pensavo di fargliene riverente omaggio per unire la mia fioca voce di novelliere alle unanimi acclamazioni degli Scienziati del mondo intero.

Il volumetto è lungo circa 16 pagine (25 minuti di lettura) ed il tema è essenzialmente lo stesso: la contrapposizione tra realtà e folklore, tra metodo scientifico e spiegazione empirica.

Le due storie sono due facce della stessa medaglia e hanno una composizione tecnica simile: da un lato c’è la paura dello scienziato per quei fatti che vengono raccontati dal paziente, i quali, se fossero veri, metterebbero in discussione molti suoi dogmi; dall’altro lato c’è il critico d’arte che ascolta attentamente lo scultore, con crescente preoccupazione, sia per i fatti inspiegabili che gli vengono raccontati sia per la reazione fisica che l’amico ha di fronte a lui.

Lo scetticismo dello scienziato Mongeri che interrompe di continuo il suo interlocutore Lelio Giorgi (Un vampiro) è un atteggiamento opposto rispetto al critico d’arte che invece ascolta attento e preoccupato l’amico scultore (Fatale influsso). In entrambi i casi appare una profonda volontà, di chi racconta, nel cercare di convincere che sebbene non ci siano prove, quello che viene vissuto e sta raccontando sia una verità inoppugnabile.

Il titolo, Un vampiro, è abbastanza fuorviante per noi che siamo abituati a pensare ai vampiri in un certo modo. Non si tratta di Dracula o di qualche sotto creatura che abbiamo visto al cinema o letto nei romanzi. Possiamo invece parlare di folklore, in particolare di vampirismo, ma con dovute precauzioni. Vampiro in questo caso è il ritorno di un morto dall’oltretomba, sotto forma di spirito, che cerca di “succhiare” la linfa vitale di chi è ancora rimasto in vita.

Tutto il testo arriva direttamente dal folklore popolare e viene trasportato in una dimensione reale e credibile.

Si pensava infatti che una malattia epidemica venisse propagata dai resti di un cadavere il quale veniva riesumato e bruciato*, ma non c’è solo questo aspetto nelle recenti tradizioni popolari che ci porta a parlare di vampirismo.

*Bruciare i cadaveri è un tradizione molto più antica, diffusa in molti paesi ancora oggi, che ha differenti motivi a seconda delle culture dei popoli. Consiglio questo breve compendio di Ovidio Fornasaro sulla cremazione.
Quando venivano aperte le bare, sui corpi rimanevano tracce di fluido ematico ancora fresco (all’interno delle cavità orali per esempio) e si pensava che quei morti potessero tornare dall’oltretomba per uccidere i propri cari succhiando il loro sangue. Per evitare ciò bruciavano i resti del cadavere. Capuana entra di prepotenza in un argomento dai tratti fantastici senza, probabilmente, nemmeno rendersene conto.

Non è però questo il tema principale del racconto.

Lo scetticismo da parte degli scienziati per fenomeni paranormali, a quali non potevano dare una spiegazione e che quindi negavano a piè pari qualsiasi cosa che non poteva essere confutata con metodo scientifico, è il vero fulcro dello scritto di Capuana che invia il secondo racconto “Fatale influsso” al dottore e filosofo (tra le altre cose) Cesare Lombroso che nel 1891 si troverà a ricredersi su forze psichiche ancora ignote. (vedi saggio breve a di Annamaria Loria come post-fazione ai racconti)

Capuana prende posizione su questi temi qualche anno prima (nel 1894 con un saggio -Spiritismo?-) arrivando a dichiarare qualche anno più tardi di credere a forme di vita dopo la morte, di solito invisibili, ma realmente esistenti ad uno stadio diverso di materia.

Questi temi, nonostante sembrino contenuti sorpassati per il nostro tempo, sono invece strettamente collegati al mondo di oggi e anzi dimostrano ancora una volta come la scienza sia stata trasformata come dogma, al pari di una religione, sia per motivi prettamente economici, sia per mantenere il controllo sul corpo dell’essere umano e di conseguenza sulla sua psiche.

Luigi Capuana si identifica in entrambi i personaggi, facendo da avvocato del diavolo ai suoi due sé. Ma si capisce benissimo la sua posizione: un mente aperta verso qualcosa che non si conosce ma che non si può ignorare solo perché intangibile.

Lelio Giorgi: “Paura di dover mutare opinione. Hai detto: Io non credo agli spiriti. E se, dopo, fossi costretto a crederci?”

Mongeri: “Ebbene, sì; questo mi seccherebbe. Che vuoi? Siamo così noi scienziati: siamo uomini, caro mio. Quando il nostro modo di vedere, di giudicare ha preso una piega, l’intelletto si rifiuta fin di prestar fede ai sensi. Anche l’intelligenza è un affare di abitudine”

Un vampiro

Nel primo racconto di questo volumetto c’è tutto il dubbio di Capuana su cosa la scienza stia diventando sebbene si avvali del personaggio di uno scienziato per esprimere le sue idee, in quel momento chiare e definitive. Ritorno dai morti e vampirismo, fantasmi, forze soprannaturali e demoniache, temi che la scienza può accettare solo come folklore popolare. Capuana rimane intellettualmente aperto a questi temi ponendo il dubbio sulla verità spiegata dai diretti interessanti ma non negando l’esistenza di questi fenomeni.

Nel secondo racconto, Fatale influsso, il modus operandi del testo è sempre lo stesso. Uno scultore, Raimondo, parla ad un suo amico e critico d’arte, Blesio, del problema soprannaturale che affligge lui e sua moglie. In questo caso Blesio è più aperto al racconto e man mano che la storia va avanti vede l’inquietudine della persona che ha di fronte aumentare a dismisura. Raimondo ipnotizza la sua compagna per capire se l’amasse davvero ma questo esperimento gli si torce contro. Blesio lo ammonisce:

“Eh via! Non dire così!” esclamò Blesio. “ A furia d’immaginare la possibilità di una disgrazia, noi contribuiamo spessissimo a farla accadere davvero”

Fatale influsso
In questo caso Capuana inserisce un altro elemento di diceria popolare forse non a caso. Rimaniamo sempre nel campo dell’intangibile, di qualcosa che non si può dimostrare scientificamente, che è ancorato a dogmi fisici che non vengono presi in considerazione nella vita di tutti i giorni. Capuana non si ferma qui e getta carne al fuoco.

“Avresti dovuto ricorrere ad uno specialista” lo interruppe Blesio. “Un magnetizzatore di professione, probabilmente avrebbe domato quelle forze ancora non bene conosciute e che la tua malaccortezza aveva scatenate…”

Fatale influsso

Blesio non si richiude nelle sue convinzioni sebbene il racconto di Raimondo gli appare strano e inverosimile. Invoca infine l’intervento di un magnetizzatore* dando credito alle forze sconosciute che l’artista aveva richiamato.

*Un ipnotizzatore; in quei tempi si credeva che l’ipnosi e il magnetismo fossero correlati; Edgar Allan Poe parla di magnetismo o mesmerismo, dal nome dell’esperto di alchimia ed esoterismo Mesmer, in cinque racconti.

I Capuana che sono all’interno dei due racconti sono l’evoluzione del suo pensiero, che rimane critico, ma aperto e suscettibile, a dinamiche sconosciute e praticamente mai affrontate dalla scienza ufficiale.

Il pioniere della corrente letteraria del Verismo, strettamente collegata al Naturalismo francese, è uno dei primi scrittori italiani che porta nuova linfa al genere letterario fantastico:

Il genere fantastico, storicamente nato “dall’eccesso di razionalità dell’Illuminismo” per esprimere il perturbante generato dalla possibilità del “ritorno” dell’elemento irrazionale, si fa ora sensibile spia della crisi generalizzata di un secolo, prodotta dagli eccessi del positivismo materialista. L’urgenza di tornare a credere in un mondo “di là”, in una forma di sopravvivenza individuale dopo la morte, era forte presso tanta parte di un’intellettualità europea educata alla cultura positiva della scienza materialista… Questo il disagio di fondo che permette allo spiritismo di dilagare in pochi decenni a macchia d’olio, e non a caso fu fenomeno che interessò in modo quasi esclusivo le classi alte e medie della società. Questo il disagio e l’urgenza di fondo che muove il sincero interesse di Capuana verso la “parapsichica” e le “scienze occulte”, testimoniato da tanti scritti extraletterari. Questo il retroterra culturale a partire dal quale il genere fantastico, già in molte realizzazioni tardo-ottocentesche, viene “trasgredito”, modificato, innovato. E di questo fenomeno Un vampiro è importante testimonianza.
Annamaria Loria
Luigi Capuana: Un vampiro fra racconto fantastico e racconto spiritico.
Racconto gratis, senza diritto d’autore

Ho trattato questi due racconti per due motivi: perché li avevo letti al liceo e volevo riprenderli; perché sono racconti brevi e si possono leggere gratuitamente sul web.

Per aizzare le persone a leggere un pochino di più la sirena del gratis è sempre buona e appetibile.

Questi racconti sono stati scritti più di cento anni fa eppure si leggono con piacere, senza ritrovarsi in parole antiche e in disuso, e hanno degli argomenti particolari e suggestivi.

Andando un poco più a fondo nelle ricerche ho scoperto che questi temi, in quei tempi, hanno scaturito un forte dibattito sia letterario che scientifico. Tutt’ora pratiche come l’ipnosi, per esempio, vengono riconosciuta sotto certi aspetti e denigrate quando danno risultati diversi da quello che la scienza si aspetterebbe.

Il volumetto Un vampiro è ormai libero dal diritto d’autore (già da un po’ per dirla tutta). In Europa le opere vengono liberate a 70 anni dalla morte dell’autore.

Negli ultimi anni i diritti di autori su alcuni titoli come 1984 e La fattoria di George Orwell, Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald, Il sogno di H.G. Wells o Tutte le opere di Trilussa, sono di nuovo disponibili.

Questi sono solo alcuni esempi ma la lista è lunga.

I titoli di nuovo liberi dal copyright (dal 2019 al 2022)  e molte altre informazioni sulla scadenza dei diritti d’autori, sia in Italia che all’estero, si possono trovare in questo utile e interessante articolo di Sololibri.net

Liberliber è un’organizzazione di volontariato “che ha come obiettivo la promozione di ogni espressione artistica e intellettuale”. Tra mille progetti e attività cercano di creare una vera e propria biblioteca digitale traportano i libri cartacei  in formato digitale. Il sito è in continuo aggiornamento e basta un’occhiata per rendersi conto di quanto materiale è messo disposizione in forma gratuita.

Dello stesso Capuana ci sono altre sue opere di narrativa, saggi, raccolte di articoli di giornale (Capuana ha lavorato per Il giornale e per Il corriere delle sera tra le altre cose), per cui chi fosse interessato ad approfondire questo autore in LiberLiber c’è un vasto assortimento delle sue opere in digitale.

Di solito gli ebook sono in pdf o in odt (libreoffice), anche se in alcuni casi si trova qualcosa anche in epub. Per chi fosse interessato a trasformare questi file in altri formati (per leggerli sul telefono o per leggeri sul proprio e-reader) può scriverlo nei commenti e sarò ben lieto di aiutare.
Un vampiro anche in audiolibro

Per chi è appassionato di audiolibri o non avesse il tempo di leggere, segnalo il racconto Un vampiro, letto e interpretato da Paola Sarzola nel podcast Gotico Italiano, su Spotify, che si è interessato a questa opera di Capuana (e anche Forze occulte dello stesso autore).

Quando è stata la prima volta che avete sentito nominare Luigi Capuana?

Qual è la vostra prima impressione su questo racconto?

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