Cronache di un venditore di sangue – Ad Recensionem

Cronache di un venditore di sangue - prelievo
(Cronache di un venditore di sangue) -Photo by Nguyễn Hiệp on Unsplash

Cronache di un venditore di sangue di Yu Hua è il primo libro di un autore cinese che leggo.

Yu Hua è uno scrittore prolifico e ho scelto praticamente a caso tra i tanti. Non sapevo cosa cercare, che pensare e tantomeno che argomento potesse uscire fuori da un libro di uno scrittore cinese.

Riflettendoci non so un bel niente della Cina eccetto per alcuni stereotipi, luoghi comuni o ovvietà di tipo demografico.

Rifletto ancora. Ma a scuola si parla mai dei paesi asiatici?

La storia l’ho sempre studiata con piacere ma nei miei ricordi c’è una traccia molto flebile dell’Oriente, l’estremo est. Sembra che l’Asia (così come l’Africa) faccia parte di un mondo parallelo impossibile da associare al nostro. Ad un tratto, in un certo punto della storia dell’umanità, escono fuori dai libri di storia. Vengono citati in qualche guerra ma niente di più. Guai a superare la seconda guerra mondiale nel programma di scuola!

Andiamo troppo veloci poi i ragazzi così imparano a ragionare.

Questa è la scuola signore e signori! Venghino pure per di qua, c’è posto per tutti anche se il palco è vuoto.

Mi sono sfogato anche se ho le mie colpe. Potevo anche andarmi a vedere qualcosa da solo su qualche enciclopedia o fare un viaggio in Asia, così per dire.

Cronache di un venditore di sangue è un libro tragico-comico. Fa ridere, lui scrive molto bene, ma è smaliziato, sarcastico e satirico.

Si può leggere a tutte le ore. Ti prende per la collottola e se ti interessa conoscere qualcosa della cultura cinese in questo libro non ci sono tutte le risposte, giusto qualche appiglio da cui iniziare.

La versione che ho letto è edita da Einaudi nel 1999

"Quando uno schizzo d'olio le bruciava la mano, o scopriva una macchia sul vestito, o per disattenzione perdeva l'equilibrio camminando per strada, o notava che si era messo a piovere o sentiva un tuono, immancabilmente gridava: - Ohibò!..." -Cronache di un venditore di sangue -

Contesto storico

Si possono imparare gli usi e costumi di una civiltà che non si conosce da un romanzo?

No, però, se si sta bene attenti, si possono trovare spunti utili per fare ricerche. Il mio intento qui, in questa non recensione, non è di spiegare la cultura cinese. Non potrei farlo nemmeno in un trilione di miliardi di milioni di articoli lunghi come la Utet.

Approfitto di questa non recensione per fare ricerche sulla cultura cinese e rompervi le scatole raccontandovele.

Il libro è collocato in uno spazio di tempo molto vasto, lungo come la vita di un uomo.

"Ora siamo nel 1958, l'anno della Comune popolare, del Grande balzo in avanti, del movimento per la produzione dell'acciaio, e che altro ancora? Al villaggio di mio nonno e del Quarto zio le terre sono state requisite. D'ora in avanti nessuno avrà più la proprietà della terra, che apparterrà tutta allo Stato, e se uno la vorrà coltivare dovrà prenderla in affitto."

(Esercito di terracotta) Photo by Aaron Greenwood on Unsplash

L’inizio di un periodo non proprio entusiastico. Lo stato prende lo stato dà, come sempre, e in questo caso un tantino più vistosamente.

"In città i negozi di riso a volte erano aperti, a volte chiusi. Quando riaprivano, il prezzo del riso era aumentato" -Cronache di un venditore di sangue-

Capitalismo-comunismo agli albori? Mi ricorda qualcosa. Aspetta che do un’occhiata fuori la finestra e cerco le differenze.

"Xu Yulan non poteva andare a friggere le youtiao, dato che non c'erano né la farina né l'olio. Anche le scuole avevano chiuso, e cosi molti negozi. Degli oltre venti ristoranti che c'erano stati un tempo in città ne era rimasto uno solo, il Vittoria." -Cronache di un venditore di sangue-

Nel lungo periodo a cui la trama si aggrappa, appare e scompare la rivoluzione culturale.

"Lo sai perché le fabbriche hanno smesso di lavorare, i negozi hanno chiuso, le scuole non fanno più lezione ed è inutile che tu vada a friggere le youtiao ? Perché c'è gente impiccata agli alberi, gente finita in prigione e gente picchiata a morte? Lo sai? Perché c'è gente che, appena il Presidente Mao dice qualcosa, trasforma in canzoni le sue parole, le incolla sui muri, per terra, sugli autobus e sulle navi, sulle lenzuola e sulle federe, sui bicchieri e sulle pentole, e persino sulle pareti dei gabinetti e sulle sputacchiere ? Perché il nome del Presidente Mao è cosi lungo ? Ascolta: Viva-viva-viva-il-Presidente-Mao-la-grande-guida-il-grande-maestro-il-grande-comandante-il-grande-timoniere. Diciotto parole in tutto che vanno pronuncia-te di getto, senza prender fiato. Sai perché accade questo ? Perché è scoppiata la grande Rivoluzione culturale... In sostanza, si tratta di un periodo di vendette private. Se qualcuno ti ha offeso in passato, scrivi un dazibao su di lui e lo affiggi per strada. Puoi accusarlo di essere un proprietario terriero sfuggito alla rete, o un controrivoluzionario, tutto è possibile. Oggi non ci sono più i tribunali, non esiste più la polizia, l'unica cosa che abbonda sono le accuse. Ne scegli una a piacere, la scrivi su un dazibao e poi lo attacchi fuori. Non c'è nemmeno bisogno di darsi da fare, ci pensano gli altri a mettere a morte il tuo nemico... In questi giorni, mentre ero steso a letto ci ho riflettuto a lungo."

Cronache di un venditore di sangue - Yu Hua

Cronache di un venditore di sangue - Rivoluzione culturale
Cina, la Rivoluzione Culturale e i giovani -www.brescianaticapitalista.com
cultural revolution
Cultural Revolution - www.history.com
Cronache di un venditore di sangue - victim-of-the-cultural-revolution-china-1967
Vittime della rivoluzione culturale - www.barbarapicci.com

"Ricordatevi che non è consentito strappare i dazibao, chi lo fa è considerato un controrivoluzionario." -Cronache di un venditore di sangue-

Vendette private, niente polizia, manifesti accusatori e punizioni esemplari. Non scandalizziamoci. In Europa c’era la Gestapo fino al 1989, più o meno. L’amianto è ancora sopra i nostri tetti, il reato d’adulterio è stato abrogato nel 68’ e solo nell’81 è stato tolto il delitto d’onore. La benzina viene chiamata “verde” anche se di verde forse ha solo il colore. L’occidente vuole portare la “democrazia” da praticamente settant’anni, lanciando bombe a paesi inermi, facendo scappare la popolazione indigena. Ma non vi preoccupate, il “problema” dell’immigrazione si annulla con l’inclusività..

Ironico, satirico

Il libro di per sé mostra aspetti comici, a volte grotteschi, che rendono il tema e il periodo in cui il romanzo si sviluppa meno pesante, a volte leggero. 

"Solo una donnaccia come te può avere molti uomini. – E tu non sei una donnaccia? Guardati nel cavallo dei pantaloni, c'è un supermercato là dentro, ci può entrare chiunque. - Se io ho un supermercato, tu hai un gabinetto pubblico..." -Cronache di un venditore di sangue-

Ci sono molti passi divertenti come questo, sempre quando meno te l’aspetti.

"Sono Xu Sanguan, - rispose Xu Sanguan." -Cronache di un venditore di sangue-

Il libro passa con estrema rapidità ad usanze che non sono poi così lontane da noi. Le tisane le abbiamo sempre preparate tutti, anche se di crisantemo…

"Ma regalarle solo le ossa ben guarnite di carne e i fagioli di soia non bastava, doveva prenderle anche qualche chilo di fagioli verdi. Erano decongestionanti, e avrebbero avuto un effetto rinfrescante per lei che stava tutto il giorno a letto con quel caldo. Oltre ai fagioli verdi, ci voleva mezzo chilo di crisantemi secchi: una tisana fatta con questi fiori era ugualmente lenitiva" -Cronache di un venditore di sangue-

Abbiamo sempre delle piccole regole non scritte all’interno delle nostre culture paesane.

  • “Pare brutto presentarsi a mani vuote?”
  • “Il vino caldo dopo la messa del 24 dicembre è tipico”
  • “Il canarino è un tocca sana quando si ha la nausea!”

Il solo pensare al canarino mi fa venire la nausea! Eppure ha sempre funzionato.

"Gli ho detto che i suoi due fratelli maggiori ancora non erano sposati e che qui da noi non si usa che il figlio minore si sposi prima del maggiore..."

Radicate credenze non troppe antiche. Non sono un popolo di marziani, anche noi abbiamo le nostre strane credenze come doversi sposare quando si ha un figlio, almeno fino a qualche decennio fa.

"È vero che se uno non ha mai venduto il sangue non ha una buona salute? - È vero, - rispose lo zio. - Hai sentito quello che ha detto poco fa la madre di Gui Hua? Qui chi non ha mai venduto il sangue non trova moglie... - Che razza di regola è questa?" Cronache di un venditore di sangue

Sangue

Entriamo nel vivo del tema del libro. La vendita del sangue.

“Sangue e polvere…” dicevano i gladiatori in un famoso film.

Il tema del sangue nella cultura cinese, e badate che il libro è ambientato tra la fine degli anni ‘40 e gli anni ‘80/’90, non è una cosa di poco conto o meglio, per alcuni personaggi è importante anche il come venderlo, dove venderlo, e il perché venderlo.

"Fin da quando ero piccola, - continuò lei gridando come prima, - mio padre mi diceva che il sangue ci viene dagli antenati. Per vivere uno può vendere frittelle, vendersi la casa, la terra... ma in nessun caso può vendere il sangue. Può persino vendere il proprio corpo, ma non il sangue. Vendendo il corpo, vende se stesso. Ma se vende il sangue, vende i suoi avi. Xu Sanguan, tu hai venduto i tuoi antenati!" Cronache di un venditore di sangue

Per altri è un semplice mezzo di sussistenza.

"Ho venduto il sangue! Io, Xu Sanguan, ho venduto il sangue per pagare il debito di He il Codardo. Ho venduto il sangue e ho fatto ancora una volta la figura del cornuto." Cronache di un venditore di sangue

Bevevano acqua prime di farsi cavare il sangue dalle vene. Era per preservare il nettare divino e per fare più soldi.

"Più si beve e più aumenta la quantità del sangue che abbiamo in corpo, l'acqua va a mischiarsi al sangue..." Cronache di un venditore di sangue

Il sangue può essere venduto, come può essere venduta l’anima. Ci sono alcune regole da tenere sempre a mente.

"se uno prima fa l'amore e poi vende il sangue? - In questo caso rischia la vita!" Cronache di un venditore di sangue

La vendita del sangue in quella Cina è stato un mezzo per ovviare ad alcune mancanze economiche rilevanti, come pagare cure mediche, cucinare una lauta cena al capo del proprio figlio per farlo progredire nel lavoro, per regalare qualcosa alla propria amante.

Nel libro si evince questa duplicità, questo modo irriverente di mischiare serietà e spiritualità contro la materialità, superficialità e obblighi sociali auto-inflitti.

"Vendi il sangue e non mi dici niente! Perché non me l'hai detto? La nostra famiglia è finita! Che penserà la gente se viene a sapere che in casa nostra si vende il sangue? Dirà: «Xu Sanguan vende il sangue perché non ce la fa a tirare avanti»."

Adesso ci vendiamo la madre per un pugno di euro o per un vantaggio sociale fino a se stesso, tradendo qualsiasi cosa tranne che il denaro o il potere.

Cibo, varie ed eventuali

"Il mattino presto friggeva le youtiao, le frittelle lunghe e ritorte, in una grandissima padella, esclamando continuamente: « Ohibò! »." Cronache di un venditore di sangue

Cronache di un venditore di sangue - Youtiao
Youtiao - https://redhousespice.com

Sono partito dalla cucina, dal pane fritto per essere precisi.

Conosciamo tutti molto bene la cucina cinese, l’amiamo in molti casi, soprattutto perché è molto diversa dalla nostra, ci fa atterrare per un attimo in un nuovo mondo.

In cronache di un venditore di sangue però si va sul classico. Eppure quando descrive la cottura di una pietanza viene l’acquolina in bocca, come se quel piatto che il personaggio sta preparando sia un cibo proveniente dal paradiso.

"Innanzitutto si taglia il fegato a fettine molto piccole. Si mette in una ciotola con sale, farina - la farina lo rende più tenero -, mezzo bicchiere di vino di miglio per il profumo, e una cipolla tagliata sottile. Quando l'olio nella pentola fuma ci si butta dentro il maiale. Si gira una volta, due volte, tre volte..."

Divino?

"Quando il vino va giù scalda la gola, proprio come avviene quando ci si passa sul viso un asciugamano caldo. Ripulisce l'intestino. A quel punto si prende una fettina di maiale con le bacchette e la si porta alla bocca... è divino..."

Divino!

Quando si parla di cibo in un romanzo spesso lo si usa come indicatore di benessere o viceversa. Le varie epoche portano sempre con sé le loro diversità culinarie, specialmente quando c’è una differenza di classe e quindi economica.

"Lo zucchero è un bene prezioso. Credevo si trattasse di sale…"

Immaginare lo zucchero come un cibo prelibato, inarrivabile fa sorridere e riflettere. Durante la seconda guerra mondiale anche il sale era raro e difficile da reperire.

Lo zucchero può considerarsi per noi occidentali un bene prezioso?

In cronache di un venditore di sangue questo alimento tanto importante (quando grezzo) viene come inneggiato, desiderato e offre un diverso punto di vista dell’epoca e la cultura cinese di quel tempo.

"Lo zucchero è delicato come la pelle di una fanciulla, vero?"

Quante volte ci è capitato di sentir dire:

“Ai miei tempi costava di meno”

oppure

“In passato questo piatto si cucinava in maniera diversa”

Potremmo essere stati addirittura noi a dire una frase del genere. Paese che via cultura che trovi.

"Una volta gli spaghetti erano in brodo di carne, oggi sono cotti in acqua con l'aggiunta di un po' di salsa di soia, non c'è nemmeno la cipolla, e costano uno yuan e sette mao alla tazza, mentre una volta costavano solo nove fen." Cronache di un venditore di sangue

Moda

Nella cultura di un paese, anche piccinino, anche di un minuscolo borgo, il cibo non è male accompagnato.
Il modo di vestirsi cambia, si modifica, evolve e poi ritorna, come un ciclo, come il ciclo lunare.

Della moda mi frega come della coda di un gatto ma è interessante conoscere alcuni dettagli, abitudini e evoluzioni del modo di vestirsi, soprattutto di un paese di cui siamo all’oscuro.

"Volle un qipao rosso, aderente, allacciato" Cronache di un venditore di sangue

Il Qipao nacque come abito largo e dritto per coprire le forme delle donna e si trasformò, diventando un abito tradizionale cinese, in un vestito più aderente, con collo alto e allacciatura laterale.

Interessante l’articolo:

L’EVOLUZIONE DELLA MODA IN CINA, DAGLI ABITI TRADIZIONALI ALLA FASHION STREET

del blog La piccola via della seta dove spiega accuratamente la storia del Qipao e non solo.

Qipao

Moneta

"...ravioli al vapore due mao e quattro fen, i ravioli in brodo nove fen, le prugne un mao, due porzioni di dolci due mao e tre fen, mezzo cocomero, pari a oltre un chilo e mezzo, un mao e sette fen, in tutto fa otto mao e tre fen... Quando mi sposi?" Cronache di un venditore di sangue

Mao? Fen?

Non è facilissimo. Proviamo.

1 Yuan sono 10 Jiao (detti anche Mao)

1 Jiao (Mao) sono 10 Fen

Quindi 100 Fen sono 1 Yuan o 10 Jiao

 

Yuan è chiamato anche CNY.

1 Yuan (CNY) sono 0.13 euro.

 

Ma la situazione è molto più complicata di così.

Vi invito a leggere l’articolo

La moneta cinese: Yuan o Renminbi

di https://www.viaggio-in-cina.it

che spiega molto bene la faccenda, con foto, conversioni, dettagli storici.

"Non lo so, ma tutti gli uomini sani vendono il sangue. Ricevono ogni volta trentacinque yuan, quanto si guadagna lavorando la terra per sei mesi. " Cronache di un venditore di sangue

Proviamo ad immedesimarci.
Sei mesi di lavoro, con un guadagno base di 1000 al mese, per un totale quindi di 6000 euro.

Certo il rapporto per noi non ha senso, forse non abbiamo vissuto una cosa del genere, per fortuna, ma questa similitudine fa riflettere.

Proverbi, modi di dire, detti popolari, chengyu

Ho lasciato questo argomento per ultimo. Entro con prepotenza nella cultura cinese citando i numerosi detti popolari, modi di dire, proverbi se vogliamo, che scandiscono il ritmo del libro.

In Italia queste espressioni sono parte del nostro retaggio storico, della nostra cultura, gravitano intorno alla nostra vita in qualsiasi istante.

"Il sangue è come l'acqua di un pozzo, se non vi attingi resta scarsa, ma se la prendi tutti i giorni, ce ne sarà in abbondanza..." Cronache di un venditore di sangue

In Cina, almeno leggendo cronache di un venditore di sangue, sembra che sia preponderante questo aspetto. Guardando in casa noi non siamo da meno.

"Dice bene il vecchio proverbio, vedere molto vuol dire sapere molto." Cronache di un venditore di sangue

Da leggere l’articolo

LA LINGUA COME RIFLESSO CULTURALE… I CHENGYU, LA LORO STORIA E LA LORO FUNZIONE

sempre del blog

La piccola via della seta

che ci spiega cos’è un Chengyu, ne cito un piccolo pezzettino:

Una prima vera definizione di “chengyu” appare nello 辞源 Cíyuán, un dizionario pubblicato nel 1915 e nel quale vengono definiti come “un vecchio detto, tutto ciò che è usato nella società come prova e citazione per mostrare la propria idea”

In questa faccenda c’è molto altro da dire. Vi invito ad andare a leggere l’articolo che spiega meglio la sincronicità dei vari modi di dire, il loro utilizzo e la loro differenza.

Bisognerà che in futuro tu stia attenta a come parli. Gli antichi dicevano «parlare troppo induce in errore»

Abbiamo la frase aulica, il proverbio e un vecchio detto. Tutto molto spirituale, pensieri elevati e non solo.

«I peli del pene crescono dopo le sopracciglia, ma diventano più lunghi»

Conclusioni

Il libro ha una giusta lunghezza, è molto scorrevole e i nomi dei personaggi non sono molti e si imparano in fretta malgrado la potenziale difficoltà a pronunciarli.

Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal manoscritto e per fotografare una grossa fetta delle Cina, così in breve tempo, non avrei potuto scegliere meglio. Il culo del principiante.

Non si può pretendere una contestualizzazione più ampia all’interno del libro. È pur sempre un romanzo e va preso come tale.

La dualità tra tragedia e comicità è eccezionale e dal al testo un passo in più.

C’è un forte orgoglio nei personaggi che spesso si tramuta in vittimismo. Ho avuto l’impressione che l’autore, di proposito, abbia caricaturato questo dettaglio, facendo comprendere quanto era importante essere rispettabili alle apparenze.

L’essere umano è uguale dappertutto nel mondo. Siamo nati uguali e uguali moriamo. Quando c’è qualche persona da salvare, tutta l’apparenza, l’orgoglio, la superficialità si ritira come l’acqua del mare quando c’è la bassa marea. 

Non è facile trovare libri cinesi dalle mie parti ma, sono sicuro, se mi capiterà qualsiasi libro di un autore asiatico non avrò dubbi nel prenderlo!

La mia ad recensionem che significa recensione ma è un non recensione è finita. Se volete conoscere la trama del libro cercare Cronache di un venditore di sangue recensione sul web.

Voi cosa ne pensate?

  • Un romanzo può essere un buon approccio iniziale per conoscere una nuova cultura?
  • Vi capita di confrontare la nostra società con l’epoca in cui è ambientato un libro?
  • Quanti spunti di riflessione, attrezzi per i nostri scritti, possiamo trovare in un romanzo?
  • Prendete appunti durante una lettura?

P.S. Le foto che ho inserito nell’articolo non sono una mia proprietà. Ho citato le fonti e ho inserito i link dei siti.

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