Cappellino – 12 marzo (Inkuarantena) – Racconto

Cappellino è una delle tante parole scelte per un esercizio/passatempo creato durante il primo confinamento (marzo 2020). Consisteva  nella creazione un disegno prendendo spunto da una serie di parole assegnate ad ogni giorno di quarantena. Ho preso in prestito questa idea scrivendo un racconto al giorno.

Cappello è la parola originale, sono andato a controllare. Non so perché ho usato il diminutivo. È andata così. 

Cappellino è il nono racconto di questa serie che pubblico sul blog

Se volete saltare l'introduzione al racconto e la quarta di copertina, potete subito scaricare e leggere il racconto Cappellino gratuitamente cliccando sul link sottostante. (PDF, per ora)

Versione classica. Consigliata la lettura con dispositivo in orizzontale. Ottima per la stampa, è la stessa che troverete dopo l’introduzione e la quarta di copertina

Versione per lettura su telefono e tablet, senza bisogno di ingrandire lo schermo e senza girare il dispositivo in orizzontale, come un file epub.

Sconsigliatissima la stampa!

Per ricevere il racconto in altri formati è sufficiente scrivere sulla mia casella di posta:

info@befrank.me

Introduzione

Cappello (per me Cappellino) è la seconda parola di questo passatempo che per molti si è trasformato in un vero esercizio di creatività. 

Il racconto molto breve (6 pagine, 5 minuti di lettura), come tutti quelli ho scritto per questo esercizio del resto, è una storia drammatica che lascia molto spazio all’immaginazione, la quale ha un ruolo di primo piano in tutta la storia.

Tre bambini sono i protagonisti e sono richiusi in una stanza da un tempo imprecisato. Loro sanno che qualcuno verrà , come è già accaduto, perché accade sempre.

Inkuarantena è stato creato da un noto disegnatore presente in Youtube.

Una parola al giorno, per ogni giorno di confinamento, un disegno al giorno.
Ho parlato di questo esercizio/passatempo in questo articolo di presentazione.

Il racconto è l'emblema di quel periodo seppur in apparenza parla d'altro. Essere rinchiusi contro il proprio voler in attesa di qualcosa che già ha colpito e colpirà ancora. La paura naturale di ciò che non si vede, l'attesa, l'estraniarsi dalla realtà.

Il significato è però  più profondo.

Facendo un parallelismo con la realtà, cambiando il nome dei protagonisti ma non il loro ruolo, i bambini

sono nelle mani degli adulti che diventano i loro nemici giurati e queste povere anime non possono fare altro che adattarsi. Per fortuna non tutti i bambini accettano i loro infausto destino, forse uno su tre né esce fuori, ma quando, in un momento critico, non si può far più niente, non resta altro che chiudere gli occhi e cercarsi un nuovo luogo in cui non essere trovato.

Quarta di copertina

Spari, pietre, rumori, voci, urla, stanno salendo, di nuovo, ancora una volta.

Tre bambini sono rinchiusi dentro una stanza da tanto tempo, la loro resistenza è al limite. Lorenzo prova a guidarli attraverso il sogno di una vita ordinaria.

Genere

Drammatico

Cappellino

Racconto
Tempo di lettura 5 minuti

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